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Acciaio/Prezzi, rischio ribassi al varco del secondo semestre
domenica 30 maggio 2010

Acciaio/Prezzi, rischio ribassi al varco del secondo semestre

Acciaio/Prezzi, rischio ribassi al varco del secondo semestre


Acciaio/Prezzi, rischio ribassi al varco del secondo semestre di Gianclaudio Torlizzi

I costi relativamente alti della produzione di acciaio e le preoccupazioni sul rallentamento della domanda di metalli continuano ad essere forze compensative per il mercato siderurgico. Nel segmento piani, i prezzi delle materie prime sono ancora alti e suggeriscono nuovi rialzi in arrivo per i coils a caldo. Sebbene il minerale di ferro abbia perso più del 17% dalla fine di aprile e i costi dell’energia stiano scendendo, i prezzi delle altre materie prime rimangono stabili. Inoltre, quelle acquistate ai prezzi elevati del primo trimestre 2010 stanno rifluendo ora nella ‘value chain’. La situazione del segmento lunghi appare più ribassista. Dopo le perdite del rottame (sceso di circa il 5% dalla fine di aprile) e delle ferroleghe, i valori dei lunghi potrebbero ora attestarsi ancora più in calo. Alcune acciaierie sperano di riuscire a far filtrare i costi produttivi ai clienti. ThyssenKrupp, Nippon Steel e ArcelorMittal hanno annunciato di voler alzare i prezzi, nonostante i dubbi sulla volontà dei clienti di pagare di più e ricostituire le scorte in un momento di estrema incertezza economica. Salzgitter e Kloeckner hanno già fatto sapere che alzeranno i prezzi. Il 25 maggio scorso, l’ad di Kloeckner ha detto che la sovra-capacità costituisce una minaccia per i prezzi che potrebbero dunque crollare di nuovo nei mesi a venire.

Secondo il trader tedesco di acciaio e metalli Gisbert Ruhel, viste le incertezze sull’andamento della domanda, i produttori europei incontreranno difficoltà a far passare i rialzi senza tagliare la capacità. UBS ha abbassato il ‘target price’ delle acciaierie europee facendo sapere di essere cauta sul settore siderurgico Ue, mentre Bank of America Merril Lynch ha effettuato un downgrade di tre produttori europei a causa dell’incerto outlook macroeconomico.

Le parole di Ruhel fanno poi eco alle osservazioni di Eurometal. L’associazione europea dei distributori di acciaio ha messo in guardia contro il rischio di sovra-offerta nel 2010. Questo perché la produzione è già aumentata del 32% nel primo quadrimestre, laddove le previsioni di crescita della domanda si attestano all’11% per tutto l’anno. Secondo Eurometal ciò potrebbe causare un calo dei prezzi. In seguito all’indebolirsi delle condizioni del mercato, ArcelorMittal Usa ha deciso di fermare l’attività di diversi e ha messo in stand by la produzione in Indiana.

Comunque vada a livello globale, sarà l’Asia a fungere da bussola per il mercato siderurgico. Non è al momento sicuro che la Cina, primo produttore e consumatore di acciaio, prenderà ulteriori misure per far fronte al surriscaldamento del settore immobiliare. Ciò costituirà una significativa battuta d’arresto per l’industria delle costruzioni, colpendo di conseguenza anche il mercato dell’acciaio cinese.

Le tensioni tra Corea del Sud e Corea del Nord stanno inoltre apportando un ulteriore elemento di instabilità nella regione. Tuttavia è quasi certo che sarà la crescita dell’economia cinese, per quanto più lenta e ridotta, a sostenere il consumo di acciaio consentendo al mercato di rimanere vivo.

Il premio asiatico sui prezzi dell’acciaio prevarrà dunque su quello europeo. Ci aspettiamo che lo Shanghai Composite Index costituirà un indicatore affidabile della domanda cinese e quindi globale. Tuttavia, dato che i mercati continuano a essere minati da preoccupazioni macroeconomiche, che la crescente sovra-offerta minaccia oggi l’equilibrio del mercato e che i costi delle materie prime sono in discesa, crediamo che nel secondo semestre 2010 un significativo rischio al ribasso attenderà al varco i prezzi dell’acciaio.   gianclaudio.torlizzi@dowjones.com

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