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Alcoa, garantita occupazione e decisione finale tra sei mesi.
giovedì 25 febbraio 2010

Alcoa, garantita occupazione e decisione finale tra sei mesi.

Alcoa, garantita occupazione e decisione finale tra sei mesi.
Dal tavolo a Palazzo Chigi soluzione 'ponte' che garantisce continuità produttiva degli stabilimenti italiani.


Roma (Labitalia) - Continuità produttiva e nessun provvedimento di cassa integrazione per sei mesi, poi si vedrà. Questo, in estrema sintesi, il risultato del tavolo di ieri a Palazzo Chigi sulla vertenza della multinazionale dell'alluminio Alcoa, a cui hanno partecipato governo, sindacati e azienda. Al termine dell'incontro, quindi, la vertenza è stata 'congelata', e Alcoa avrà tempo fino alla fine di agosto per decidere se dismettere o meno i due stabilimenti italiani di Portovesme e Fusina. La soluzione è stata prospettata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ad azienda e sindacati. "Ci siamo resi conto in questi giorni - ha detto Letta al termine dell'incontro - che il primo obiettivo da raggiungere è quello di prendere più tempo. Mi sono reso conto nella mia esperienza che la regola del tempo è quella fondamentale: aiuta a trovare le soluzioni. Lasciare le bocce ferme - ha aggiunto - e darci il tempo di ragionare con l'Europa, con l'azienda e i lavoratori". L'intesa d'altra parte, ha sottolineato Letta, "non poteva esserci perché mancavano i presupposti, e questa è dunque una soluzione accettabile, ma anche l'unica possibile. Non per cullarci, ma per lavorare su tutti i fronti lasciando le bocce ferme". E su tutti i fronti vuol dire anche Europa. La Commissione Ue, infatti, ancora deve esprimersi ufficialmente sul provvedimento del governo italiano in materia di energia, che interessa ad Alcoa per restare in Italia. Appare comunque in discesa l'iter legislativo del decreto energia sulle Isole maggiori (Sicilia e Sardegna), che riduce i costi di produzione per l'azienda, passato con voto bipartisan al Senato e all'attenzione, ora, della Camera, e che potrebbe essere varato definitivamente entro il 27 marzo. Ma il sì di Bruxelles non esaurirebbe la questione. Al centro della vertenza, infatti, anche l'esigenza della multinazionale di garantirsi le stesse condizioni anche dopo il 2012, anno in cui scadranno le riduzioni in bolletta garantite dal provvedimento.

La risposta dell'azienda all'incontro è stata comunque positiva. "La rappresentazione di Letta è corretta, è stato un percorso molto complesso - ha spiegato l'ad di Alcoa Italia, Giuseppe Toja - che ha richiamato l'impegno di tutte le parti. L'azienda si sta impegnando molto a dimostrazione della volontà di restare in Italia". E il via libera all'iniziativa di Letta è arrivata anche dalla Cisl. "La proposta di sei mesi - ha detto il segretario confederale, Gianni Baratta - per risolvere i problemi sul tappeto rappresenta una svolta rispetto alle posizioni di partenza, ma chiediamo garanzie negli investimenti e sul futuro in questi sei mesi che vanno sicuramente bene". Per Susanna Camusso, della Cgil, "deve essere chiaro che la produzione d'allumino deve restare in Italia. Se non andasse a buon fine la strada intrapresa, non rinunceremo a chiedere la continuità nei due stabilimenti anche con un intervento pubblico".  

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