Alla Lucchini 600 posti a rischio
Alla Lucchini 600 posti a rischio
Per la prima volta alla Lucchini di Piombino si parla di 600 licenziamenti. Seicento dipendenti sui complessivi 2.400 che i russi della Severstal, proprietaria delle acciaierie, vogliono tagliare. L´azienda ha chiamato infatti in riunione sia i delegati sindacali della rsu che le segreterie provinciali dei metalmeccanici, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. Il mercato è in crisi, ha detto, non abbiamo ordini, ridurremo la produzione a un milione e 100 mila tonnellate di laminati di acciaio, la metà della capacità produttiva degli impianti. Dunque, ha continuato l´azienda, dobbiamo licenziare 600 persone di cui solo 180 potranno usufruire dello scivolo verso la pensione per la legge sul rischio amianto, dopo avere a lungo lavorato in una fabbrica che è stata bonificata solo dal 2002 in poi. Gli altri 420 sono tutti giovani e precari, apprendisti e contrattisti a termine. Niente cassa integrazione o mobilità, questa la sentenza. Una vera tragedia contro la quale i sindacati si stanno mobilitando. Hanno chiesto due mesi di tempo all´azienda per trattare soluzioni alternative, magari una riorganizzazione delle attività nei vari reparti. E dire che l´agosto scorso ancora si assumeva e si pensava a espandersi. Ma era prima che negli ultimi tre mesi del 2008 la crisi esplodesse e, nel 2009 precipitasse.
Adesso l'azienda conferma solo gli investimenti per il nuovo laminatoio e il potenziamento dell´altoforno, ma quando le condizioni del mercato lo permetteranno.
