Borse europee fuori controllo: mercati a picco, listini in tilt.
Borse europee fuori controllo: mercati a picco, listini in tilt.
Lo scossone che ha colpito Wall Street, sui timori della recessione della principale economia mondiale, è rimbalzato ieri immediatamente al di qua dell'Oceano, come un vero e proprio Tsunami, investendo nel giro di pochi minuti tutte le borse europee senza distinzione, che hanno bruciato altri 173 miliardi di un barile sempre più esile. Qualcuna, come il circuito Euronext (Parigi, Amsterdam e Bruxelles) ha vacillato, comunicando gli indici a singhiozzo, mentre Piazza Affari (-5,16%) è andata in tilt, proseguendo negli scambi senza calcolare l'indice Ftse Mib nell'ultima mezz'ora, lasciando così gli investitori con il naso per aria per oltre un'ora e mezza, quando il calo del Ftse Mib è stato finalmente ufficializzato, anche se alla chetichella. Londra ha perso il 3,43%, Parigi il 3,9%, Francoforte il 3,4% e Madrid il 3,89%. Tra le migliori Atene, che ha ha perso invece l'1,35%. Le vendite hanno colpito indistintamente i vari settori, puntando però con particolare decisione su auto, banche e materie prime, mentre gli alimentari hanno retto in qualche modo. Nel settore delle quattro ruote hanno ceduto Fiat (-10,03%), Renault (-6,65%), Peugeot (-6,58%), Bmw (-6,53%) e Volkswagen (-3,96%), colpite dal vento della recessione. Il calo delle quotazioni dei principali metalli ha pesato invece sugli estrattivo-minerari Vedanta (-9,39%), Xstrata (-8,52%), Kazakhmys (-8,34%) e Antofagasta (-7,4%). In controtendenza Ranbdgold Resources (+6,57%). Giù anche i petroliferi Tullow (-6,28%), Repsol (-5,71%), Shell (-4,58%) e Bp (-2,89%).
In campo bancario sono scivolate le italiane Intesa Sanpaolo (-10,35%), Lloyds (-10,19%) e Unicredit (-9,33%), a fronte del balzo della Popolare Sondrio (+7,82%). Sotto pressione Barclays (-7,76%), Societè Generale (-6,39%), Ubs (-6,38%), Commerzbank (-6,14%) e Credit Suisse (-6,05%). Bene in campo alimentare Unilever (+2,74%), favorita dalla maggior crescita dei prezzi trimestrali registrata negli ultimi 2 anni, che ha favorito i contri del trimestre.
