Fiera onlineNotizie
Previsioni sull'andamento degli ordini alle imprese
giovedì 9 dicembre 2010

Previsioni sull'andamento degli ordini alle imprese

Previsioni sull'andamento degli ordini alle imprese

Calendario corto per gli ordini alle imprese

L'ottimismo del primo semestre, con una ripresa del flusso degli ordinativi che lasciava ben sperare in un'inversione del ciclo negativo registrato nel 2009, ha ceduto il passo a un diffusa prudenza. La stessa con cui vengono ora fatte le previsioni sull'andamento degli ordini per il sistema manifatturiero: si arriva a tre, sei mesi. Difficile spingersi oltre. A pesare sulle prospettive per il 2011 dei principali settori produttivi italiani, dopo la brusca frenata della crescita del Pil del terzo trimestre, sono soprattutto due nodi: il dollaro e le materie prime.

Nel brevissimo periodo mandano segnali leggermente positivi, meccanica, beni strumentali, elettronica, chimica e alcuni comparti della siderurgia (produzione di tubi per il settore oil & gas e di acciai speciali). Gli impianti girano grazie alla domanda estera, mentre quella interna ristagna ancora. E ciò riduce la visibilità sulle commesse. «Ci sono alcune filiere dell'acciaio che hanno in portafoglio ordini per 3-4 mesi al massimo - afferma Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai -, mentre nel periodo pre-crisi si arrivava a quasi due anni». A soffrire di più è la produzione di tondini per l'edilizia, che pesa per il 50% del totale: un mercato praticamente fermo.

Nel breve periodo il trend migliora leggermente con una crescita lenta e a macchia di leopardo, ma l'Europa è in stallo e il Far East non offre chance. Va meglio in Russia e qualche speranza potrebbero regalarla gli Stati Uniti, a patto però che il cambio volga a nostro favore. Anche la filiera dell'auto dovrà affrontare un altro anno difficile. «I livelli di vendite toccati nel 2007 li raggiungeremo nel 2014 – avverte Guido Rossignoli, direttore generale dell'Anfia -. In controtendenza saranno solo veicoli industriali, rimorchi e camper».

«In Italia - confessa Guidalberto Guidi, presidente Anie -. non si vedono investimenti e piani per le grandi opere». Nel 2010 il settore ha visto una domanda segnata da una crescita a macchia di leopardo, trainata dalle produzioni per le energie rinnovabili e dall'export. E ora? «Guardando al portafoglio ordini sono molto prudente per la seconda metà del 2011. Ma a far soffrire il sistema Italia saranno gli aumenti di prezzo delle materie prime e il dollaro debole». Ancora loro, commodities e valuta Usa: due zavorre.  

Aziende in primo piano

Fare clic sull'icona per filtrare le aziende in base al settore di interesse.