Cresce la produzione di acciaio mondiale
Cresce la produzione di acciaio di Sissi Bellomo
La ricostruzione in Giappone non dovrebbe essere intralciata da difficoltà nei rifornimenti di acciaio. Le ultime statistiche della World Steel Association (Worldsteel) dipingono infatti un quadro di abbondanza del metallo, soprattutto in Asia. In febbraio, a fronte di una crescita globale dell'8,8% della produzione siderurgica (a 117 milioni di tonnellate), la Corea del Sud ha registrato un balzo del 25,7% rispetto a un anno prima, a 5 milioni di tonn. In Cina – nonostante le ripetute strette monetarie, gli sforzi del governo per frenare il settore siderurgico e le festività per il Capodanno lunare – l'output di acciaio è stato di 54,3 milioni di tonn, con un incremento del 2,8% rispetto a gennaio di quest'anno e di ben il 9,7% rispetto a febbraio 2010. Una performance che lascia interdetti, soprattutto se confrontata con i dati sulle importazioni cinesi di materie prime: proprio per il mese di febbraio le autorità doganali hanno confermato ieri un calo generalizzato degli acquisti (l'unica eccezione rilevante riguarda il petrolio) e l'import delle commodities utilizzate in siderurgia è tra i più penalizzati. Tra gennaio e febbraio – anche per via di abbondanti scorte accumulate in precedenza – hanno varcato le frontiere cinesi 48,8 milioni di tonn. di minerale di ferro (-1% rispetto a un anno prima). Le importazioni di carbone da coke sono invece scivolate sotto 2 milioni di tonn. per la prima volta da maggio 2009.
Prima delle catastrofi che hanno investito il paese, anche l'industria siderurgia giapponese produceva a ritmi sostenuti: benché in calo rispetto a gennaio, la produzione – con 8,9 milioni di tonn. – era comunque superiore del 5,7% rispetto a febbraio 2010. In marzo gli analisti ritengono che si verificherà una caduta del 20-30 per cento. Terremoto e tsunami tuttavia hanno risparmiato la maggior parte delle acciaierie. Solo quattro impianti sono rimasti danneggiati e nessun produttore ha invocato lo stato di forza maggiore sugli ordini di materie prime (come ha confermato anche la brasiliana Vale, che continua regolarmente a rifornire il paese di minerale di ferro). Le difficoltà, nelle prossime settimane, potrebbero derivare soprattutto dalle interruzioni nell'erogazione di elettricità, anche se parecchie acciaierie sono autosufficienti sotto questo punto di vista.
L'anno scorso il Giappone è stato il secondo produttore mondiale di acciaio, con un output di 109,6 milioni di tonn. (la capacità produttiva è di 132,4 milioni di tonn). I suoi consumi domestici sono stati di circa 60 milioni di tonn, mentre il resto è stato esportato. «L'aspettativa che il Giappone si metta improvvisamente ad importare un sacco di acciaio appare esagerata», afferma Patrick Cleary, analista del Cru. «Nel breve termine la perdita di capacità produttiva potrebbe anche essere rilevante, ma più avanti credo che Tokyo possa soddisfare in autonomia le proprie necessità».
Il calo dell'export giapponese potrebbe provocare qualche tensione sui prezzi in Asia, ma potrebbe addirittura rivelarsi utile ad assorbire una parte dell'eccesso di produzione nella regione.
Fonte: Il Sole 24 ORE
