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Dow Jones Osservatorio Materie Prime/Nichel
giovedì 25 marzo 2010

Dow Jones Osservatorio Materie Prime/Nichel

Dow Jones Osservatorio Materie Prime/Nichel


Dow Jones Osservatorio Materie Prime/Nichel/Premi e trend scorte segnalano ripresa consumi dei produttori di inox.
by Gianclaudio Torlizzi Guardando al mercato del nichel, gli investitori più ribassisti ritengono che "il livello ancora alto delle scorte presenti nei magazzini del London Metal Exchange (Lme) dimostri come il rally recente dei prezzi sia eccessivo", laddove i rialzisti chiamano l’attuale trend delle scorte Lme e il forte balzo dei premi sul mercato fisico a sostegno della visione ‘bullish’, che confermerebbe anche l’incremento dei consumi reali di nichel da parte dei produttori di inox. Certo, complessivamente le scorte di nichel sono ancora abbondanti e il 18 marzo ammontavano a 158.478 tonnellate, poco al di sotto del massimo assoluto, pari a 166.476 tonnellate, dello scorso 5 febbraio. Tuttavia, alcuni esperti fanno notare che, a fronte del -2% segnato delle scorte di catodi di nichel a lastra piena dagli inizi di febbraio a 140.874 tonnellate, le scorte di brichette di nichel sono scivolate di ben il 44% nello stesso periodo di tempo, a 2.574 tonnellate. E ciò dimostrerebbe, come afferma anche un trader che, mentre “l’offerta di lastre di nichel è ancora molto ampia, quella delle bricchette presenti nei magazzini Lme sta puntando verso il basso”. Dunque, se “non c’è una grande quantità di bricchette di nichel a disposizione per le consegne e così appare, è perchè la domanda e i consumi sono in aumento”. Il commento del trader è avallato dallo stesso trend dei premi che gli europei pagano rispetto al prezzo di riferimento Lme, per aggiudicarsi le bricchette. Lo scorso 17 marzo, tali premi sono arrivati a salire infatti fino a 350-400 USD/t, contro i 200-250 USD/t pagati in precedenza. Decisamente meno notevole, invece, è il trend dei premi che vengono pagati per i catodi a lastra piena di nichel: questi sono rimasti infatti a un valore stabile, ad appena 100-150 USD/t rispetto ai prezzi Lme. Il motivo e´ che per i produttori di acciaio inox, il materiale più popolare da utilizzare sono le bricchette, che sono più facili da maneggiare rispetto ai catodi, in quanto non hanno i bordi appuntiti. Una volta comprate le bricchette, i produttori acquisteranno poi i catodi a taglio, in quanto anche questi sono più facili da gestire rispetto ai catodi a lastra piena. Il calo delle scorte di bricchette di nichel è dunque un chiaro segnale della ripresa della domanda fisica e dei consumi reali. Guardando al mercato del nichel, gli investitori più ribassisti ritengono che "il livello ancora alto delle scorte presenti nei magazzini del London Metal Exchange (Lme) dimostri come il rally recente dei prezzi sia eccessivo", laddove i rialzisti chiamano l’attuale trend delle scorte Lme e il forte balzo dei premi sul mercato fisico a sostegno della visione ‘bullish’, che confermerebbe anche l’incremento dei consumi reali di nichel da parte dei produttori di inox. Certo, complessivamente le scorte di nichel sono ancora abbondanti e il 18 marzo ammontavano a 158.478 tonnellate, poco al di sotto del massimo assoluto, pari a 166.476 tonnellate, dello scorso 5 febbraio. Tuttavia, alcuni esperti fanno notare che, a fronte del -2% segnato delle scorte di catodi di nichel a lastra piena dagli inizi di febbraio a 140.874 tonnellate, le scorte di brichette di nichel sono scivolate di ben il 44% nello stesso periodo di tempo, a 2.574 tonnellate. E ciò dimostrerebbe, come afferma anche un trader che, mentre “l’offerta di lastre di nichel è ancora molto ampia, quella delle bricchette presenti nei magazzini Lme sta puntando verso il basso”. Dunque, se “non c’è una grande quantità di bricchette di nichel a disposizione per le consegne e così appare, è perchè la domanda e i consumi sono in aumento”. Il commento del trader è avallato dallo stesso trend dei premi che gli europei pagano rispetto al prezzo di riferimento Lme, per aggiudicarsi le bricchette. Lo scorso 17 marzo, tali premi sono arrivati a salire infatti fino a 350-400 USD/t, contro i 200-250 USD/t pagati in precedenza. Decisamente meno notevole, invece, è il trend dei premi che vengono pagati per i catodi a lastra piena di nichel: questi sono rimasti infatti a un valore stabile, ad appena 100-150 USD/t rispetto ai prezzi Lme. Il motivo e´ che per i produttori di acciaio inox, il materiale più popolare da utilizzare sono le bricchette, che sono più facili da maneggiare rispetto ai catodi, in quanto non hanno i bordi appuntiti. Una volta comprate le bricchette, i produttori acquisteranno poi i catodi a taglio, in quanto anche questi sono più facili da gestire rispetto ai catodi a lastra piena. Il calo delle scorte di bricchette di nichel è dunque un chiaro segnale della ripresa della domanda fisica e dei consumi reali.

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