EIFI contrariata da annullamento dazi anti-dumping su fasteners cinesi e malesi
EIFI, lo European Industrial Fasteners Institute, ha reso pubblica il 3 marzo una nota ufficiale con la quale esprime tutto il proprio disappunto a seguito della pubblicazione ed entrata in vigore del Regolamento 2016/278.
Quest'ultimo annulla i dazi anti-dumping sui fasteners in ferro e acciaio provenienti da Cina e Malaysia che furono a suo tempo imposti a causa dell’immissione nel mercato UE, in regime di dumping, di fasteners fabbricati in Cina.
Dazi che vennero in seguito applicati anche sui fasteners provenienti dalla Malaysia, in quanto gli operatori commerciali cinesi usavano tale paese per aggirare l’imposizione.
Nelle parole di Anders Karlsson, Presidente EIFI: "Il dumping è una pratica commerciale sleale, soggetta a sanzioni ai sensi dei regolamenti commerciali internazionali vigenti imposti dal WTO (o OMC, Organizzazione Mondiale del Commercio), poiché il dumping è in grado di distruggere i mercati, di nuocere all’innovazione, e di spingere validi produttori fuori dal mercato."
Nell’UE il settore dei fasteners comprende un elevato numero di aziende produttrici di medie e piccole dimensioni, spesso di carattere familiare. Il settore occupa direttamente circa 30.000 addetti in tutta l’Unione e molti altri indirettamente.
La Commissione Europea ha deciso l’annullamento dei dazi perché il WTO ha individuato degli errori procedurali nelle indagini condotte dalla Commissione che hanno portato alla loro imposizione.
Karlsson: "Quello dei fasteners è un segmento industriale altamente tecnologico e di elevata precisione che fornisce un contributo essenziale all’economia di tutta l’Europa. Senza i fasteners, le auto, i veicoli e tutti gli altri prodotti europei ad alto valore aggiunto collasserebbero. Senza una sana industria dei fasteners e la quotidiana interazione reciproca tra produttori e utilizzatori, l’innovazione nel nostro settore, e in quelli dei nostri clienti, semplicemente non esisterebbe."
