I russi salgono al 100% di Verona Steel.
I russi salgono al 100% di Verona Steel.
SIDERURGIA. La Duferco cede il 50% Sif alla Novolipetsk per 600 milioni di dollari. L'amministratore delegato Colombo: «Stiamo valutando altre acquisizioni in Veneto nei trattamenti termici dell'acciaio».
Verona - Le ex Acciaierie Grigoli di Vallese di Oppeano, ora Verona Steel, sono diventate russe al 100%. Il gruppo italiano Duferco il 21 aprile scorso ha firmato un accordo con cui esce dalla joint-venture paritetica cedendo al partner di Mosca il 50% della Sif per una somma di 600 milioni di dollari. Una scelta industriale e finanziaria al tempo stesso. Sif (Steel Invest & Finance) - società nata nel 2007 dalla joint venture paritaria tra Duferco (guidata da Antonio Gozzi) e Novolipetsk (Nlmk) - conta altre aziende in Italia e all'estero. Sif, con questa operazione, cancellerà anche i circa 230 milioni di euro di prestito erogati agli azionisti di Duferco. Sotto il profilo industriale la cessione fa confluire sul «versante» straniero le attività specializzate nella produzione e lavorazione di prodotti piani (coils e lamiere), mentre il gruppo italiano si focalizza ulteriormente sull'asset dei lunghi (travi e laminati). Per Novolipetsk questo significherà un incremento di 5,5 milioni di tonnellate di acciaio l'anno grazie agli stabilimenti di Verona Steel, La Louvière, Duferco Coating, Clabecq, dei siti americani di Ferrell e Sharon e dei centri servizio e di distribuzione di Sif.
Nei primi sei mesi dello scorso anno il colosso ha registrato un utile netto pari a 590 milioni di dollari, contro una perdita di 243 milioni di dollari del corrispondente periodo dell'esercizio precedente.
Duferco, comunque, manterrà il possesso dell'acciaieria a forno elettrico e del treno produzione vergella di La Louviére, della trafileria di Trebos e del sito Carsid che vanta una capacità di superiore ai 2,5 milioni di tonnellate annue di bramme, oggi fermo ma con prospettive di rilancio. Tramite la Duferco-La Louviére Produits Longs, che gestirà i siti produttivi, prevede di investire 100 milioni di euro nei prossimi anni per modernizzare gli impianti.
Mentre è quasi concluso il processo di ammodernamento del centro produttivo di Vallese di Oppeano, rimangono solo da ultimare i lavori nell'area logistica, molto probabilmente entro la fine dell'anno.
«È stato completato un progetto avviato con i russi qualche anno fa», commenta Alberto Colombo, confermato amministratore delegato dalla Nlmk, «la Duferco si concentrerà sui prodotti lunghi, qui a Verona punteremo su quelli piani».
Lo stabilmento scaligero conta 270 dipendenti circa, oltre ad una quarantina di persone esterne a cui è stato affidato il lavoro di movimentazione dei materiali. Il fatturato 2010, dopo la contrazione del 2009 (149 milioni di euro calcolato su 15 mesi) è in risalita e tocca quota 182 milioni. «Gli ordini nel primo trimestre sono stati buoni», continua Colombo, «si lavora bene con Germania, ma anche con Stati Uniti e Cina nonostante il dollaro, ora invece c'è un calo, è difficile fare previsioni su lungo periodo, in ogni caso i nostri prodotti, che sono più sofisticati, continuano ad avere mercato, tanto che stiamo valutando anche acquisizioni in Veneto nel settore dei trattamenti termici dell'acciaio».P.D.B.
