Il giro del mondo dei metalli in sette notizie
Ogni tanto bisogna fare una mossa diversa, fuori dagli schemi: questa è una di quelle. Siamo abituati ad iniziare la nostra newsletter con un articolo di interesse generale: notizie dal mondo, aggiornamenti sulle fiere, approfondimenti sul mondo dei metalli. Invece di trattare un argomento specifico, oggi ne condensiamo diversi in poche righe. Il giro del mondo in sette notizie; un tour fatto di sette tappe, che non ha la pretesa di essere esaustivo. Sta a voi approfondire ciò che più vi attrae. Se vi piace l'esperimento, fatecelo sapere.
Nel mondo: secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, l'economia globale crescerà del 6% nel 2021 e del 4,4% nel 2022. La ripresa economica sarà sostenuta dai vaccini e dal rapido adattamento delle persone alle nuove condizioni di vita dovute alla pandemia. La veloce ripresa economica della Cina, così come il nuovo programma di investimenti degli Stati Uniti, avranno un impatto positivo. Le previsioni potrebbero essere riviste al rialzo qualora le campagne vaccinali diventassero più veloci ed efficaci. D’altro canto, "una pandemia più prolungata con varianti di virus che eludono i vaccini", ha dichiarato l’FMI, “potrebbe portare a un brusco rallentamento".
Europa: la carenza di materie prime e le difficoltà d'importazione continuano a tenere banco nel Vecchio Continente. Come riportato dal MEPS, la capacità dei produttori europei di acciaio inossidabile di soddisfare la domanda è limitata; allo stesso tempo, i costi di spedizione sono schizzati alle stelle a causa della penuria di container innescata anche dalla pandemia. Questi fattori, combinati con i dazi e le misure antidumping, stanno causando notevoli difficoltà ai compratori che intendono integrare i propri stock con prodotti d’oltreoceano. Purtroppo, nonostante la mancanza di indicazioni formali, queste misure (in scadenza il 30 giugno di quest'anno) verranno molto probabilmente prolungate, dato che la sovrapproduzione in Cina continua a destare preoccupazioni e le tariffe della Section 232 sono ancora in vigore negli Stati Uniti.
USA: il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato il suo nuovo piano per le infrastrutture, chiamato American Jobs Plan, un investimento da 2,3 trilioni di dollari in otto anni per modernizzare le infrastrutture del Paese. La questione dei dazi di importazione su alluminio e acciaio, che Biden ha ereditato da Trump, è ancora sul tavolo. Mentre si moltiplicano le pressioni sulla Casa Bianca, le parole della Segretaria al Commercio Gina Raimondo – che ha dichiarato che i dazi sono comunque “stati efficaci" – suggeriscono che le misure potrebbero non essere abrogate così presto.
India: Secondo Argus Media, JSW Steel è destinata a diventare il più grande produttore di acciaio del Paese. Grazie all'inaugurazione di un laminatoio a caldo nuovo di zecca e alla recente acquisizione di Bhushan Power & Steel (BPSL), il gruppo sarà in grado di aumentare la propria capacità produttiva a 27 MT/a nell'anno finanziario 2021-22, spodestando Tata Steel che finora deteneva il primato.
Russia: L'impennata dei prezzi dell’edilizia in Russia preoccupa molti, tanto che il Cremlino starebbe studiando delle nuove misure per arginare la situazione. Tra le opzioni al vaglio sembrerebbe ci sia l'idea di fissare un prezzo indicativo per tutti i principali articoli in metallo impiegati nel settore, afferma Bloomberg. Un’altra ipotesi porterebbe alla creazione di un particolare meccanismo di tassazione da applicare sulle vendite di tali prodotti oltre un certo prezzo.
Sud-est asiatico: secondo le stime del South East Asian Iron and Steel Institute, il consumo di acciaio nella regione crescerà di circa il 4-5% nel 2021. Nell'ultimo trimestre del 2020, sono molti i paesi dell'ASEAN che hanno esportato in Cina un volume eccezionalmente più elevato di acciaio, soprattutto semilavorati, vergelle e barre. Il superamento della pandemia da parte di Pechino e il previsto riavvio dell'economia hanno subito riacceso la domanda.
Africa: Il Musina-Makhado Energy-Metallurgical Special Economic Zone (EMSEZ) è un imponente progetto industriale che riguarda la provincia sudafricana del Limpopo. Un piano faraonico, che porterebbe alla creazione di 20 impianti siderurgici e metallurgici, e 54.000 posti di lavoro. Il polo industriale di 8.000 ettari alimentato a carbone è oggetto di numerose proteste da parte degli attivisti ambientali. Questi ultimi sostengono che EMSEZ andrebbe a generare 1 miliardo di tonnellate di anidride carbonica - più del doppio delle emissioni annuali del Sudafrica.