Industria: crolla la produzione,ormai per l'Italia è recessione.
Industria: crolla la produzione,ormai per l'Italia è recessione. Secondo gli esperti la crisi durerà almeno fino a inizio 2009.
Roma (Apcom) - Il brusco calo della produzione industriale registrato a settembre indica che l'Italia è entrata nel tunnel della recessione e, soprattutto, che non è facile stabilire quando si potrà vedere la luce. Dopo la contrazione del Pil (-0,1 su anno, -0,3% trimestrale) nel secondo trimestre, con questi dati sull'attività manifatturiera anche la crescita nel terzo trimestre sarà negativa, secondo analisti ed economisti. Il -5,7% registrato, in base ai dati Istat dalla produzione rispetto allo scorso anno e il -2,1% rispetto ad agosto, calo più forte dal 1998, sono frutto di "flessioni diffuse nei maggiori comparti industriali, in particolare per le produzioni dei beni di consumo non durevoli, di beni strumentali e prodotti intermedi", commenta l'Isae, che stima per il 2008 una produzione in calo del 3,0% sul 2007. Il responsabile delle analisi macroeconomiche del Cer, Stefano Fantacone, parla di un dato "sensibilmente peggiore delle attese" che "conferma che la fase negativa è in corso e non è arrivata fino in fondo. Il dato di settembre - afferma - indica che il Pil nel terzo trimestre si è contratto. E quindi che l'economia è in piena fase di recessione". L'Italia sconta soprattutto il calo della domanda nell'export e il calo consumi che "potrebbero essere rilanciati" dal calo dell'inflazione, ma "il problema - aggiunge - non è solo italiano". Per ora "non è vicino" il momento in cui ci si potrà rialzare. "Stiamo subendo gli effetti di una recessione internazionale che per ora assistiamo a un deterioramento delle aspettative. Se poi ci sarà anche un fenomeno di credit crunch - conclude Fantacone - le cose peggioreranno ulteriormente".
Secondo gli analisti del Ref, il calo della produzione "non era atteso in questa misura. La flessione registrata finora - spiega Valentina Ferraris - era compensata dal settore dei servizi che però ha perso vivacità. E anche nel terzo trimestre si attende una variazione negativa del Pil non diversa da quella del secondo". Le previsioni per i prossimi mesi non sono rosee: "Le nostre stime - aggiunge la Ferraris - ci dicono che ci sarà una ulteriore flessione. La debolezza della produzione industriale continuerà fino a fine anno o nei primi mesi del 2009".
L'allarme recessione arriva da Federmeccanica che, nell'indagine congiunturale sull'industria metalmeccanica, sottolinea come "l'attività produttiva del settore metalmeccanico è "caratterizzata attualmente da andamenti recessivi con prospettive a breve in ulteriore peggioramento", e aggiunge che ci potranno essere dei contraccolpi occupazionali nei prossimi sei mesi. Il Centro studi Confindustria prevede per la produzione un -2,6% annuo a ottobre, ma un rimbalzo dello 0,5% su settembre. "La debolezza dell'attività industriale proseguirà" con "ulteriori forti riduzioni" nei prossimi mesi, scrive il Csc, che rimarca come il clima di fiducia sia "ai minimi dal 1993".
Duro e preoccupato allo stesso tempo il commento della Cgil che, con il suo segretario Confederale, sferza il governo affinché "si rilancino gli investimenti e si eviti - dice Susanna Camusso - che la progressiva diminuzione della produzione si traduca nel deterioramento dell'apparato produttivo nel nostro Paese".
I riflettori saranno puntati ora a venerdì prossimo quando L'Istat diffonderà le stime stime preliminari del Pil per il terzo trimestre.
