La produzione industriale a febbraio segna +2,3%.
La produzione industriale a febbraio segna +2,3%.
CRISI. Positivi i dati dell'Istat. L'aumento mensile è dell'1,4% Per Confindustria in marzo si rileverà un +1,5% che ridurrà a -16,7% il gap da aprile 2008.
ROMA - La produzione industriale a febbraio si risolleva dopo il calo di gennaio, mettendo a segno un +1,4% mensile, aumento maggiore da agosto. Crescita attesa dopo il ribasso d'inizio anno, con alcuni analisti che prevedevano numeri più rosei, confermata anche dal +2,3% su base annua. Tuttavia, l'andamento degli ultimi tre mesi, dicembre-febbraio, resta piatto (+0,1% congiunturale). Le cifre registrate dall'Istat, inoltre, si inseriscono in un quadro europeo che dà segnali diversi. A febbraio fa bene la Germania, +1,6%, meno la Francia, che però si è mantenuta positiva, +0,4%, la Gran Bretagna arretra, -1,2%. Intanto, la crescita accumulata nei primi due mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, è all'1,3%.
Tornando al 2010, l'Istat ha fatto sapere di aver rivisto in forte rialzo il dato medio annuo, portandolo a +6,4% da 5,3. Guardando i settori, l'Istat segna tutti rialzi, tranne per l'energia (-0,8% su mese, -3 su anno) e per i prodotti di consumo, ma solo a livello tendenziale (-1,1% sull'anno). Crescono, infatti, sia i beni strumentali sia quelli intermedi.
In particolare, su base annua la spinta è arrivata dai comparti della metallurgia, +8,8%, delle macchine utensili, +10,6, e dal boom degli autoveicoli, +20,3%. Hanno segnato contrazioni l'alimentare, -0,3%, la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi, -2,8; il tessile, -5,1; e il capitolo computer e altri prodotti elettronici -12,3.
A marzo dovrebbe andare meglio: secondo le stime del Centro studi di Confindustria la produzione sale dell'1,5% su febbraio. «Si riduce a -16,7% il gap dal massimo di attività pre crisi (aprile 2008)». Il miglioramento «dal minimo del marzo 2009 è del 12,8%». Allargando lo sguardo all'intero 2011 e a tutta l'Eurozona secondo l'Istat (che per la prima volta, al posto dell'Isae, ha diffuso con Ifo e Insee «l'Eurozone economic outlook») la ripresa dovrebbe avere un ritmo più sostenuto nel primo trimestre (+0,5%), per decelerare nel secondo e nel terzo (+0,4). Quanto all'inflazione, si dovrebbe stabilizzare a 2,6 in giugno e settembre.
