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Meccanica pronta a ripartire
giovedì 26 marzo 2009

Meccanica pronta a ripartire

Meccanica pronta a ripartire

«La crisi c'è ed è reale, ma seminare il panico non serve a nessuno». Pier Luigi Ceccardi, presidente di Federmeccanica, invita ad evitare allarmismi. E, assieme al direttore generale Roberto Santarelli, sottolinea come gli imprenditori dell’industria metalmeccanica siano pronti a risollevarsi e ripartire. La testimonianza concreta? Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria. I vertici di Federmeccanica giovedì 19 erano a Parma a Palazzo Soragna per l’assemblea delle aziende della meccanica generale e dell’impiantistica alimentare associate all’Unione parmense degli industriali. Si è trattato di un’importante occasione per fare il punto sulla congiuntura attuale del settore e più in generale dell’economia mondiale. Erano presenti anche Cesare Azzali, direttore dell’Upi, ed il capogruppo per l’impiantistica alimentare Roberto Catelli e per la meccanica generale Lauro Riani, che hanno posto l’accento sull'andamento del settore. «L'industria meccanica e metalmeccanica - ha rimarcato Ceccardi - in questo momento di crisi sta pagando un prezzo realmente alto. Sono colpiti settori importanti come l’auto, la siderurgia e gli elettrodomestici. Ritengo però che gli imprenditori siano pronti a ripartire tra qualche mese». Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria «testimonia la fiducia degli imprenditori verso il futuro - ha aggiunto - la loro forte speranza in una ripartenza».

Santarelli si è soffermato sulla durata di questo importante ammortizzatore sociale. «I tempi massimi della cassa integrazione ordinaria - ha osservato - si stanno rivelando troppo stretti rispetto all’evoluzione della crisi. Stiamo chiedendo un loro allungamento; il nostro obbiettivo è di raddoppiarli». Ceccardi ha quindi smontato la tesi che vorrebbe la Fiat come la realtà che trae maggiore beneficio dalla cassa integrazione. «Fiat finora - ha spiegato - ha beneficiato soltanto di una parte della somma che ha versato negli ultimi 10 anni». Positivi inoltre gli effetti degli incentivi promossi dal governo per il settore auto. «La stessa Fiat - ha proseguito il presidente di Federmeccanica - ha ottenuto benefici concreti. Ci hanno comunicato che in una sola giornata hanno registrato un aumento degli ordinativi molto consistente». I vertici di Federmeccanica hanno poi sottolineato l’importanza di «remare» tutti nella stessa direzione, sindacati compresi.

«Mai come in questo momento - ha affermato Santarelli - c'è bisogno di collaborazione e non di conflitto. Non è un caso che Confindustria abbia chiesto un potenziamento degli ammortizzatori sociali. Da questa crisi dobbiamo uscirne assieme o saranno sofferenze per tutti, in primis per i lavoratori». Che il momento non sia degli migliori lo hanno ribadito anche Catelli e Riani.

«Ci sono realtà - ha sottolineato il primo, riferendosi alla meccanica generale - che sentono di più la crisi, soprattutto le piccole e piccolissime imprese». «Sono più in difficoltà - ha dichiarato Riani - le aziende che fanno lavorazioni per conto terzi, mentre chi va direttamente sul mercato ha rallentato produzione e vendite. In lombardia e in altre regioni, per far pesare l’inevitabile ricorso alla cassa integrazione in uguale misura sui dipendenti, si è optato per una rotazione settimanale».  

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