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Osservatorio Materie prime Dow Jones/16 novembre 2009
domenica 15 novembre 2009

Osservatorio Materie prime Dow Jones/16 novembre 2009

Osservatorio Materie prime Dow Jones/16 novembre 2009

Dow Jones
Osservatorio Materie prime Dow Jones/16 novembre 2009.
a cura di Gianclaudio Torlizzi Nichel/Buona opportunità di acquisto a prezzi sui 16.000 USD/t. Il sell off che ha colpito il nichel la scorsa settimana (oltre il 7%) è stato eccessivo e il prezzo attuale del metallo, che si aggira sui 16.000 USD/t, rappresenta una buona opportunità di acquisto. La nostra view è tra il neutrale e il rialzista sul nichel e trova spiegazione nei problemi che colpiscono l’offerta. Non condividiamo infatti la nota di pessimismo sulle prospettive del nichel che ha dominato le ultime sedute, e che è stata alimentata soprattutto dalle dichiarazioni di alcuni produttori europei di acciaio Inox. Certo, le scorte di nichel presenti nei magazzini dell’Lme continuano a salire, tanto che si attestano al momento a 131.730 tonnellate, ovvero al record degli ultimi 15 anni; inoltre, riguardo all’Inox, motivi per essere cauti nel breve termine esistono, visto che nel terzo trimestre del 2009 i livelli della produzione sono saliti in modo significativo, con le aziende americane ed europee che hanno portato il tasso di utilizzo della capacità al di sopra del 75%, contro il 45% del primo semestre dell’anno. Detto questo, tali incrementi non sono stati mantenuti nel quarto trimestre, e anche che i dati riportati, relativi ai tagli alla produzione Inox da parte della Cina sono esagerati: a fronte di stime che parlano di riduzioni dell’output pari al 17% su base trimestrale, ritieniamo infatti che un taglio tra il 5% e il 10% sia decisamente più realistico. Inoltre il mercato europeo dell’acciaio Inox non è proprio noto per la sua capacità di formulare stime attendibili: esiste dunque il pericolo che il pessimismo attuale porterà le aziende che operano nel settore a ordinare per il 2010 quantitativi di nichel inferiori alla domanda. C’è poi, per l’appunto, il problema dell’offerta, che lascia pensare che le quotazioni di nichel recupereranno dai livelli attuali. Un ostacolo arriva dallo sciopero indetto dai dipendenti di Vale Inco in Canada, che secondo le previsioni andrà avanti anche nel 2010. Lo sciopero sta iniziando a far sentire i suoi effetti sui fondamentali del mercato del nichel solo ora, e ovviamente, maggiore sarà la sua durata, più visibile sarà il suo impatto. Ma il problema più grande legato all’offerta è rappresentato dai rischi che circondano l’esecuzione di nuovi progetti: il riferimento è agli ulteriori ritardi che potrebbero colpire il progetto Goro di Vale in Nuova Caledonia. Se ciò accadesse, avverte infatti la banca, nuovi dubbi sorgerebbero sulla fattibilità di quei progetti che puntano sulla lisciviazione sotto pressione acida per l’estrazione di nuove quantità di nichel, e sul cui successo la banca si definisce tra l’altro scettica. Infine, nel motivare il proprio giudizio sul metallo, l’istituto afferma che esiste la possibilità che il mercato stia sottovalutando la domanda reale di nichel da parte dalla Cina.  

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