Osservatorio Materie prime Dow Jones/22 febbraio 2010/Metalli di base.
Osservatorio Materie prime Dow Jones/22 febbraio 2010/Metalli di base.
A cura di Gianclaudio Torlizzi
Attesi nuovi rialzi nei prossimi mesi sia per il rame che per l’alluminio.
I prezzi del rame e dell’alluminio sono riusciti a recuperare terreno dopo la debolezza mostrata agli inizi di febbraio. Riteniamo a questo punto che il trend sarà ancora al rialzo e che nei prossimi mesi le quotazioni del rame viaggeranno sopra la soglia dei 7.000 USD/t. L’alluminio dovrebbe invece attestarsi attorno ai 2.200 USD/t.
A nostro avviso, il mercato dei metalli di base beneficerà in generale della crescita della Cina, che ha spodestato la Germania confermandosi terza economia mondiale. Il sostegno al trend dei prezzi dei metalli sarà notevole, in quanto il paese continuerà a investire nuove risorse nel settore edilizio e nella costruzione di infrastrutture. Un freno all’attività economica della Cina potrà essere provocato però dalla stretta sul credito operata dalle autorità di Pechino, che di recente hanno alzato il coefficiente di riserva obbligatoria che deve essere rispettato dalle banche. In ogni caso, la Cina non sarà di certo l’unica economia che con la propria domanda sosterrà i metalli di base; un importante aiuto arriverà infatti anche da economie emergenti come l’India. E riguardo ai paesi industrializzati, gli Stati Uniti potranno ricoprire un ruolo rilevante, visto che il Fondo Monetario Internazionale ritiene che il pil Usa salirà quest’anno del 2,7%. Diverso sarà invece l’apporto che l’Europa potrà dare ai metalli di base: in questo caso l’outlook non è infatti dei migliori, visto che secondo gli analisti il pil dell’Eurozona crescerà quest’anno di appena l’1%. Al momento, poi, il settore edilizio del Nord Europa vive un momento di stasi, a causa dell’inverno insolitamente lungo. Tuttavia, a nostro avviso, e non appena le condizioni meteorologiche miglioreranno, l’attività edilizia si rimetterà in moto e la domanda di rame e di alluminio tornerà a crescere anche qui. Oltre che dalla domanda, le quotazioni dei metalli saranno sostenute comunque anche dalla possibilità che l’euro torni a rafforzarsi dopo la recente debolezza, provocata dall’esplosione della crisi in Grecia: e un euro più forte si tradurrà in un calo del dollaro, a tutto vantaggio dei prezzi dei metalli. Un ulteriore aiuto potrebbe arrivare anche dalla possibilità che la banca centrale della Cina decida di dare il via a una politica di apprezzamento dello yuan.
Tornando a guardare in modo specifico al rame e all’alluminio, entrambi i mercati hanno vissuto una fase piuttosto tranquilla nelle ultime sedute, vista l’assenza della Cina in occasione delle celebrazioni del Capodanno.
Nonostante ciò, all’inizio della scorsa settimana il trend è stato al rialzo: la performance può essere spiegata sia con il calo del dollaro, sia con il maggiore appetito verso il rischio che gli investitori finanziari sono tornati a mostrare. Proprio questo appetito, secondo il nostro modello, permetterà ai prezzi del rame, in particolare, di mettere a segno nuovi rialzi, nonostante i segnali di una situazione di lieve surplus che potrebbe verificarsi quest’anno (come dimostra il contango della curva forward). Una condizione di surplus potrà caratterizzare anche il mercato dell’alluminio: in quest’ultimo caso, tuttavia, si nota come a fronte dell’espansione della capacità in Cina, si assiste anche all’interruzione di alcuni impianti in Europa. Tale situazione, unita al calo delle scorte nei magazzini dell’Lme, potrebbe far pensare dunque a un aumento della domanda fisica del metallo. Ma è anche vero che quest’ultima potrebbe poi essere messa a rischio da un aumento dei tassi di interesse.
