Osservatorio materie prime - 6 giugno 2011
Osservatorio materie prime.
T-Commodity: LME Briefing
Edizione n. 12 – 3 giugno 2011 Il complesso dei metalli di base ha chiuso la seduta venerdì 3 giugno in marcato ribasso sulla scia dei timori della comunità finanziaria circa la fase di rallentamento dell’economia mondiale. La reazione di venerdì si è fatta sentire anche sul mercato obbligazionario con il rendimento del titolo di stato decennale Usa sceso al di sotto del 3%. Le dinamiche in atto sul mercato obbligazionario non possono essere tralasciate per un semplice fatto: se gli investitori continuano a comprare titoli di stato pur nell’ottica della fine del piano di stimolo monetario da parte della Fed previsto per la fine del mese (che è consistito appunto nell’acquisto dei titoli di stato emessi dal governo Usa per tenere bassi i tassi di interesse a lunga scadenza e quindi sui mutui e sui prestiti alle aziende) vuol dire che l’outlook sull’economia a stelle e strisce sta virando in negativo. Una tesi la nostra confermata dalla forte correlazione che esiste tra andamento dei rendimenti sul decennale Usa e la crescita del pil Usa. (vedi grafico) Come i nostri clienti sanno, non siamo sorpresi da questa reazione: quando le nuove richieste di sussidi di disoccupazione rimbalzarono oltre la soglia psicologica delle 400 mila unità la settimana del 9 aprile sospettammo come dietro la dinamica vi fosse il rallentamento del settore manifatturiero, in particolare quello auto, alle prese con la carenza di componentistica giapponese dopo lo tsunami dell’11 marzo. Una prospettiva, questa, che al tempo non venne molto considerata dagli analisti che si concentrarono immediatamente sulle conseguenze positive di medio termine della ricostruzione. I nostri timori però continuano a ricevere conferma dalle recenti tornate di dati economici, primo su tutti l’indice ISM sulla fiducia dei direttori acquisti negli Usa che nel mese di maggio ha assistito a una forte flessione da 60,4 punti di aprile a 53,5 punti di maggio (vedi grafico). Degna di nota è la performance del sottoindice contenuto nel dato quello relativo alle scorte sceso al di sotto dei 50 punti, confermando così le problematiche legate alla fornitura di componentistica. Non propriamente brillante neppure l’indice M-PMI che monitora la fiducia dei direttori acquisti in Cina (ve ne sono 3 in tutto) che a maggio ha mostrato un calo a 52 punti dai 52,9 punti di aprile. Venti di rallentamento soffiano anche in Germania dove l’indice M-PMI è sceso per la prima volta sotto i 60 punti negli ultimi 6 mesi.
Con queste premesse dunque rimaniamo della nostra idea che eventuali rialzi dei prezzi delle commodities non siano sostenibili. Certo, il fatto che la maggior parte delle banche d’affari nutrano un outlook di breve termine fortemente rialzista sul prezzo delle commodities fa sì che i prezzi facciano sempre una grande fatica a stornare. Tuttavia riteniamo che nel mese di giugno i mercati non potranno più continuare a fare finta di niente e che i prezzi delle materie prime dovranno necessariamente scontare in maniera più fedele la fase di rallentamento dell’economia mondiale. In quest’ottica sarà molto importante il dato che verrà diffuso in questi giorni sull’occupazione Usa nel mese di maggio.
Attenzione però: fase di rallentamento non significa una nuova Armageddon dei mercati finanziari! Innanzitutto gli indici relativi al settore manifatturiero rimangono tutti al di sopra della soglia dei 50 punti che demarca un andamento espansivo da uno recessivo. In secondo luogo la fase di rallentamento del settore auto negli Usa e Germania in particolare è determinata in larga parte dalle problematiche relative al flusso della componentistica dal Giappone. Non va affatto tralasciato infatti che la maggior parte delle case automobilistiche abbia adottato la metodologia Lean per ridurre al minimo i costi di magazzino. Sebbene abbia introdotto indubbi elementi di efficienza e produttività, la Lean è stata strutturata e pensata all’origine per essere applicata al sistema giapponese: un sistema basato sull’elevatissima efficienza e distanze ridotte tra fornitore e cliente. Lo tsunami dell’11 marzo ha così mostrato tutti i limiti della Lean e probabilmente contribuirà a rivedere in parte le metodologie di sourcing dal just in time al just in case dove il ruolo dei fornitori di back up, anche in aree geografiche molto distanti dal luogo dove è basato il fornitore principale, sarà più rilevante.
Con queste premesse dunque non siamo affatto stupiti del fatto aver assistito nel mese di maggio a una marcata flessione delle vendite di automobili da parte delle big Usa dell’auto a 11,4 milioni di unità dai 13 milioni di unità riportate nel periodo febbraio-aprile. La nostra previsione tuttavia è che già dal mese di agosto, una volta che i problemi relativi alla fornitura saranno risolti, le compagnie auto ripartiranno con il ristoccaggio con un conseguente aumento delle vendite oltre i 14 milioni di unità per ciascuno degli ultimi 3 mesi dell’anno. Il potere di acquisto dei consumatori rimarrà supportato dalle nostre previsioni di ripresa nel mercato del lavoro nel corso dell’estate in ragione delle attese del ritorno da parte delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione al di sotto della soglia delle 400 mila unità. REMINDER: Cari amici, state leggendo questa edizione di LME BRIEFING come demo gratuita di una parte dei nostri servizi di consulenza (report, conference call, incontri in-house) sul mercato delle materie prime e mercati valutari fornite da T-Commodity. I servizi spaziano dalle indicazioni di acquisto sul mercato fisico all’assistenza in operazioni di hedging attraverso l’accesso diretto alle borse merci di tutto il mondo bypassando il sistema bancario. Oltre ai metalli di base il nostro coro business ruota attorno ai mercati dell’acciaio, metalli preziosi, petrolio, power, gas naturale, olio di palma, gomma naturale, plastiche. Qualora siate interessati a conoscere maggiormente nel dettaglio i nostri pacchetti personalizzati oppure ad avviare in periodo di prova di 1 settimana non esitate a contattarci.
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