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Rapporto di mercato rottame 5 luglio 2010
domenica 4 luglio 2010

Rapporto di mercato rottame 5 luglio 2010

Rapporto di mercato rottame 5 luglio 2010


Rapporto di mercato rottame/Prezzi salgono oltre la media europea. 
di Gianclaudio Torlizzi Il mercato italiano del rottame continua a essere vittima della volatilità. Nelle ultime settimane i prezzi locali sono risultati più elevati di quelli del resto d’Europa, alimentando l’incertezza tra gli operatori. Stando ai player di mercato interpellati da AcciaioReport, i prezzi del lamierino, dopo aver toccato anche i 350 euro la tonnellata, veleggiano oggi intorno ai 330 euro la tonnellata, prossimi a cedere 30 euro la tonnellata già dalla prossima settimana. Il rottame da demolizione continua a veleggiare intorno ai 260 euro la tonnellata, anche se voci mercato parlano di tentativi di ordini a 220-230 euro la tonnellata. Ma qual è stato il fattore che ha causato tale anomalia? Spiega ad AcciaioReport un trader: “Il motivo è da ricercarsi nelle vendite da panico che sono state fatte in Francia, Germania e Austria dopo un’operazione conclusa dagli operatori turchi che, per quanto riguarda il rottame, sono oramai considerati il leader del mercato. Dalla Turchia è partito un acquisto di un cargo concluso a un buon prezzo che ha poi trainato il mercato al ribasso, come oramai si vede fare da tempo”. Stando a quanto apprende AcciaioReport, lo scorso 19 giugno i player turchi avrebbero prenotato un cargo da 10.000 tonnellate di rottame a un prezzo pari a 310 dollari la tonnellata cfr Turchia. A quell’operazione ne sono state fatte seguire altre nell’arco delle ultime due settimane: si parla in particolare di almeno 24 cargo prenotati in partenza dagli Usa e dall’Europa, per un volume di 700.000 tonnellate a un prezzo interno ai 317-320 dollari la tonnellata. Secondo altri fonti, invece, a determinare il rialzo del prezzo del rottame in Italia sono intervenuti fattori endogeni attribuibili a un produttore italiano di acciaio che avrebbe provato a gonfiare i prezzi per manipolare i prezzi del prodotto finito. “Si è trattato di un tentativo di speculazione non andato a buon fine”, dice un secondo trader. A prescindere dalla situazione contingente di mercato, sussistono però elementi strutturali che hanno creato le basi affinché il prezzo del rottame in Italia fosse più caro di quello del resto d’Europa. Prova a far luce Romano Pezzotti di Assofermet. “Questa anomalia si spiega con la disponibilità limitata di rottame, con l’acquisto ripetuto con contratti spot (che da un lato permette di aggiornare i prezzi settimanalmente seguendo il mercato, ma dall’altro rende più lenta e incerta la ricostituzione delle scorte nei parchi dell’industria siderurgica) e con la stretta correlazione tra materia prima e prodotto finito che determina molta prudenza nella fase di ribasso del rottame”. Ad alimentare la volatilità, dice Pezzotti, giunge anche il fatto che “da due mesi abbiamo una domanda di rottame divisa in 2 due tipologie di acquirenti: una l’industria siderurgica, che produce acciaio più pregiato e che con produzioni più sostenute continua a chiedere buoni quantitativi di rottame di prima categoria con prezzi interessanti; l’altra l’industria siderurgica, che produce tondo per c.a. e che soffre un mercato vendite condizionato dalla scarsa domanda e da un export che sempre più si deve confrontare con l’offerta dei paesi emergenti. Infine, segnala Pezzotti, non aiuta “la preoccupante carenza di rottame su tutto il territorio nazionale e il basso livello delle scorte presso i grossisti dopo la forte domanda di marzo e aprile. Questo ha innescato da mesi una straordinaria concorrenza che mantiene molta tensione sui prezzi all’acquisto dai produttori di rottame”. Gianclaudio Torlizzi Dow Jones via Burigozzo 5 20122 Milano gianclaudio.torlizzi@dowjones.com

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