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Siderurgia e futuro. L'analisi del leader Federacciai.
venerdì 28 gennaio 2011

Siderurgia e futuro. L'analisi del leader Federacciai.

Acciaio in ripresa «ma l'Italia resta in ritardo».
Siderurgia e futuro. L'analisi del leader Federacciai e degli esperti.

Archiviati un 2009 «horribilis» e un 2010 nel quale l'export ha trainato (e spesso salvato) il mercato nazionale, il 2011 non nasconde incognite al settore dell'acciaio, pur lasciando spazio a qualche spiraglio di luce.
«per la siderurgia italiana - ha sottolineato Giuseppe Pasini, leader di Federacciai e del gruppo Feralpi, durante la presentazione di Made in Steel - lo scorso esercizio è stato nel complesso positivo, ma non sufficiente per recuperare quanto perso nel 2009». La produzione è stata di 25,7 milioni di tonnellate di acciaio (+29,7% sull'anno prima), ancora in ritardo del 15,8% rispetto al 2008. Le criticità maggiori restano legate al reperimento delle materie prime e al rischio di bolle speculative che rallentino ulteriormente la ripresa. Un'altra nota dolente è rappresentata dal fatto che l'Italia, come molte delle economie mature, ha difficoltà ad agganciare la ripresa a causa di una domanda fiacca, che accentua la cronica condizione di overcapacity, soprattutto nel segmento dei prodotti lunghi. In questo ambito, sicuramente, non aiutano i tagli alla spesa per le grandi opere. «Le ragioni sono da ricercare anche nell'eccessiva lentezza dei progetti infrastrutturali messi in campo dal Paese - ha aggiunto Pasini - che, di conseguenza, rallentano i mercati». Alcuni dei quali, come quello dei prodotti per l'edilizia, sbocco per eccellenza delle produzioni bresciane. Per il 2011 Pasini ha prospettato «un primo semestre in linea con il 2010. Solo nella seconda metà dell'esercizio potremo avere segnali di miglioramento». Sulle incognite legate alla «forte volatilità delle materie prime e ai vincoli finanziari» ha insistito - durante il successivo Steel outlook market, che ha coinvolto anche Giovanni Bajetti del gruppo Duferco - Antonio Marcegaglia, amministratore delegato dell'omonima azienda siderurgica, aggiungendo che i prezzi del minerale di ferro dovrebbero salire leggermente nel primo trimestre di quest'anno, per poi scivolare nel secondo, in concomitanza con un destoccaggio delle scorte. «I valori, comunque, non precipiteranno, non vedremo una caduta drammatica», ha precisato. Il consumo di acciaio della Cina crescerà, ha proseguito, ma «ad un ritmo più lento rispetto al boom registrato nel periodo 2002-2008». Nel frattempo le quotazioni del rottame restano troppo elevate, mettendo in difficoltà i produttori, stretti dalla morsa tra bassa domanda e alti costi.

Alessandro Faliva  

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