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SIDERURGIA. L'analisi di Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai.
lunedì 14 novembre 2011

SIDERURGIA. L'analisi di Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai.

"Produzione acciaio +10% Ma il 2012 sarà difficile".
SIDERURGIA. L'analisi di Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai.

STEZZANO (BERGAMO) - La produzione italiana di acciaio a fine anno crescerà «almeno del 10%» rispetto a quella del 2010. La stima è di Giuseppe Pasini, presidente del gruppo siderurgico di Lonato, Brescia, Feralpi e di Federacciai, associazione che riunisce le industrie italiane del settore. Nei primi nove mesi 2011 la produzione made in Italy di acciaio è cresciuta dell'11,3%, contro un aumento medio del 4,3% per l'industria europea. «Siamo a 28,5 milioni di tonnellate rispetto ai 30,5 milioni del 2008, che riteniamo l'anno pre-crisi», ha affermato Pasini a margine di Faro, l'osservatorio delle materie prime tenuto nella sede della Brembo a Stezzano (Bergamo). Federacciai sottolinea che la corsa della produzione italiana è sostenuta quasi esclusivamente dalle esportazioni. «Trainano le produzioni speciali e anche l'automotive», ha specificato Pasini, «anche se la Germania negli ultimi due mesi ha chiaramente rallentato. Ma siamo ottimisti sulla tenuta dei mercati nordafricani, Tunisia e Algeria soprattutto. È invece fermo il comparto dell'edilizia».

Ma le stime per il futuro immediato sono negative. «Il 2012 ce lo aspettiamo difficile, sia dal punto di vista della produzione sia da quello finanziario, con molte aziende che accuseranno le difficoltà nelle quali si sta muovendo il sistema bancario», ha affermato il presidente di Federacciai. Che si concede una battuta sull'euro: «È come un ombrello, che ingombra quando c'è sole, ma che ci ha riparato, eccome, nei momenti di crisi: è fondamentale», conclude Pasini.

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