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Siderurgia: ultimi 10 mesi, produzione italiana acciaio a -39%.
venerdì 11 dicembre 2009

Siderurgia: ultimi 10 mesi, produzione italiana acciaio a -39%.

Siderurgia: ultimi 10 mesi, produzione italiana acciaio a -39%.

[NdR 23 gennaio 2025: per i dati più recenti sulla produzione italiana di acciaio, leggi l'articolo aggiornato.]

Siderurgia: ultimi 10 mesi, produzione italiana acciaio a -39%.


Il settore della siderurgia in Italia sta vivendo un momento di grosse difficoltà, il peggiore del dopoguerra, e i tempi di recupero sono destinati a essere lunghi e incerti, con un impatto che sarà inevitabile sull’occupazione. A lanciare l’allarme è Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai che, con alla mano i numeri del settore degli ultimi dieci mesi, chiede al Governo di riaprire il più velocemente possibile i cantieri per rilanciare la siderurgia.

«Il settore sta andando male e paga quest’anno in maniera massiccia la crisi» ha detto Pasini. Nei primi dieci mesi del 2009 la produzione di acciaio in Italia è pari a 16,2 milioni di tonnellate, in flessione del 39% rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre l’Europa nello stesso periodo ha perso il 36,7% e nel mondo la caduta della produzione è stata del 13,5%». Di contro, c’è una parte del mondo che macina segni positivi: la Cina con un aumento della produzione del 10,5% e l’India con +2%. «Nel 2010 - ha proseguito Pasini - noi oggi non rileviamo un periodo di ripresa in Italia, anzi, il settore rimarrà altamente in difficoltà. Se ci sarà la ripresa la vediamo solo a fine 2010». E a rischio saranno i posti di lavoro. Già oggi, ha spiegato il presidente di Federacciai, su 60 mila persone impiegate direttamente nel settore, 20-25mila usufruiscono degli ammortizzatori sociali. Al governo Federacciai chiede quindi un piano di rilancio nel settore infrastrutturale per rilanciare il comparto. «Ci interessa - ha detto Pasini - che i lavori partano domani e non ritardino per questioni burocratiche. Chiediamo, al di là degli annunci fatti, che il più velocemente possibile si riaprano i cantieri».

A frenare l’apertura dei cantieri, accusa Federacciai, l’ostacolo della burocrazia e i vincoli troppo stretti del patto di stabilità che impedisce ai Comuni di programmare investimenti. «Un allentamento anche temporaneo di questi vincoli potrebbe far da iniettore alla ripresa» ha detto il direttore generale dell’associazione Flavio Bregant.

Oltre alla riapertura dei cantieri, Federacciai si augura che il Governo continui a mettere a disposizione gli incentivi per la rottomazione di auto ed elettrodomestici. «Auspico che non ci sia la retromarcia su questo», ha detto Pasini. In generale, il presidente di Federacciai si è mostrato scettico riguardo la ripresa del nostro Paese.

«Chi dice che usciremo meglio dalla crisi di altri faccio un po’ fatica a crederci, visto che noi crescevamo già meno degli altri - ha spiegato Pasini - Considerato il nostro livello di debito, rischiamo di partire dopo, non è quindi una questione di politica ma di numeri. L’Italia non ha i numeri per uscire velocemente dalla crisi». Il settore della siderurgia, in particolare, ha detto Pasini, difficilmente tornerà ai livelli pre-crisi del 2004-2008, che già erano stati i migliori dal dopoguerra.  

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